sabato 24 dicembre 2011

IN LUOGO DI

Il 25 dicembre è proprio una festa del Menga: si incespica ad ogni angolo su espressioni di “felice Natale, buona fine e buon principio” che si possono tradurre pressapoco con “compra, spreca, scialacqua”. Perché chiunque si sente obbligato a queste sterili felicitazioni? Ogni augurio mi sembra fuori luogo.
Vignetta di Roberto "Brio" Bristot
Il migliore antidoto a tutto questo ci arriva dai tempi in cui la vita era veramente dura. Il concetto che ho in mente lo lascio esprimere allo scrittore americano Jack London, con una citazione da Rivoluzione (Mattioli 1885, anno 2007, traduzione di Davide Sapienza).
Questo è il mio orizzonte: attendo con ansia il tempo in cui l'uomo saprà conquistare un progresso che non sia solo materiale, il tempo in cui l'uomo agirà guidato da un incentivo più alto di quello odierno, che è appunto lo stomaco. Continuo a credere nella nobiltà e nell'eccellenza dell'uomo. Credo che la dolcezza spirituale e la generosità sconfiggeranno la volgare ingordigia dei nostri giorni.
La vignetta, dissacrante ed anticonformista al punto giusto, si deve invece ai pennelli di Roberto “Brio” Bristot. Un saluto a tutti.

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